Elena Marini - Stati di cose
14 dicembre 2025 - 8 febbraio 2026
L'installazione "Stati di cose" di Elena Marini si configura come una meditazione sulla ciclicità, sulla dissoluzione dell'ordine tecnico e sul paradosso dell'intervento riparatore. L’opera trascende il mero e visibile guasto funzionale per interrogare lo spettatore sulla precarietà dei sistemi che usiamo, elevando l'incidente tecnico a condizione esistenziale. Il fulcro dell'esposizione è un grande tavolo luminoso da architetto, tradizionalmente emblema della razionalità progettuale e del principio costruttivo. Tuttavia, questa promessa di ordine viene disattesa: la luce del tavolo è afflitta da un "sfarfallio" che ne annuncia la caducità. Un tremolio intermittente senza regolarità e preavviso che manifesta l'inevitabile entropia che governa la materia. A questa instabilità si contrappone la presenza del manuale di montaggio e manutenzione posato sul piano di lavoro. Esso incarna la ragione strumentale, la fede umana in un controllo razionale e la promessa di riportare l'oggetto alla sua funzione originaria. Tuttavia, Elena Marini ci espone il limite di questo sistema attraverso una configurazione auto-referenziale e paradossale: "Il manuale conserva, in forma ormai compromessa, le informazioni necessarie alla riparazione del tavolo, ma la sua leggibilità dipende dalla stessa luce intermittente che dovrebbe contribuire a ripristinare." Si stabilisce così una dipendenza circolare che cristallizza l'impossibilità di un intervento risolutivo. Le istruzioni, anziché rappresentare un percorso oggettivo verso la soluzione, diventano il segno stesso di un limite: la possibilità di agire sul decadimento resta "sempre parziale e momentanea". In dialogo con l'opera centrale, la mostra presenta inoltre una serie di frammenti che amplificano questa indagine sull'irreversibilità del quotidiano. La luce che si spegne e riaccende eternamente, funge da metafora estetica di un ciclo ininterrotto, dove ogni tentativo di arrestare il decadimento è destinato a ripetersi, senza mai giungere a una quiete originaria.
Elena Marini
Elena Marini (Poggibonsi, 1998), laureata in Arti Visive presso la LABA di Firenze, basa la sua pratica sull'azione diretta sul materiale. La sua indagine artistica scruta il concetto di irreversibilità, tracciandone le forme attraverso processi di azione-reazione. Questo interesse metodologico si traduce nell'uso di svariate tecniche: dalla rappresentazione di stati precedenti, al restauro inteso come ricostruzione, fino all'annullamento, al ripristino e alla riflessione sugli imballaggi come custodi di forme.
Spazio Ulisse
La pratica artistica nei suoi infiniti risvolti è fonte di irrinunciabili stimoli intellettuali. Per questo abbiamo pensato a uno spazio indipendente aperto alla conoscenza, alla condivisione, agli sguardi e anche alla semplice curiosità. Mettiamo a disposizione degli artisti un luogo in cui voci diverse e forse anche divergenti possano esprimersi liberamente. Abbiamo l'ambizione di far conoscere autori e opere in grado di offrire nuovi strumenti per comprendere e decifrare la realtà o comunque offrire un punto di vista inconsueto e stimolante. Il luogo che ci ospita è stato per anni un contenitore d'arte, ci auguriamo di riuscire a renderlo ugualmente interessante.
Spazio Ulisse
via Porsenna 63 53043 Chiusi SIENA